Il mercato del vino in Cina: curiosità ed approfondimenti

Matilde Mescolini

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Nonostante il mercato del vino in Cina sia piuttosto giovane e abbia manifestato il suo pieno sviluppo negli ultimi trent’anni, il Paese assume ogni giorno di più un ruolo da protagonista, sia come consumatore che come produttore.

Prima di addentrarci nel mercato del vino in Cina, una breve curiosità sulla storia delle bevande alcoliche può sicuramente aiutarci a guardare più da vicino e comprendere meglio il mercato vinicolo cinese. Da sempre gli alcolici  sono una parte importante della cultura folkloristica della Cina. Difatti, come accade in numerose altre parti dell’emisfero, anche in Cina l’alcol viene associato a momenti sociali di svago da passare in famiglia e tra amici.

Sin dai tempi più antichi, le bevande alcoliche sono avvolte in un’aura di sacralità ed utilizzate per offerte votive al Cielo, alla Terra o agli antenati. L’alcol deteneva un ruolo significativo perfino all’interno della sfera militare, poiché era una delle poche forme di intrattenimento consentite ai soldati. Così come in tutta la tradizione letteraria globale, anche in Cina si trovano numerosi artisti, come i poeti Li Bai e Du Fu, che utilizzavano l’alcol come fonte d’ispirazione per comporre le loro opere.
Nella società contemporanea, il consumo di vino è considerato un ulteriore modo per consolidare amicizie e stringere rapporti più duraturi con i colleghi. 

Nel mercato del vino in Cina la prima scelta ricade sempre sul vino rosso. A tal proposito, allo scopo di individuare l’orientamento del consumo di vino nella Terra del Dragone, è utile la testimonianza di Joe Zhou, restaurant manager del BellaVita di Tianjin, che afferma:

«fin dagli anni Ottanta, con l’apertura del mercato, siamo cresciuti con alla tv le immagini dei vini francesi, per cui il vino per eccellenza era il Lafite, e il bianco si usava solo per i festeggiamenti in forma di champagne (in cinese chiamato per assonanza xiangbin, 香槟)».

Pechino diventa un importante punto di riferimento per il consumo mondiale di vino

Attualmente Pechino risulta essere il maggiore importatore di vino rosso ed il sesto consumatore mondiale di vino. Con una popolazione di 1,4 miliardi di persone, il potenziale della Cina è immenso. Sono le abitudini di consumo dei cinesi, in continua evoluzione, ad influenzare il mercato del vino in Cina; motivo per cui il commercio vinicolo sta crescendo a livelli esponenziali. 

amici che brindano con vino rosso - mercato del vino in cina

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Il mercato del vino in Cina è in forte espansione e ricco di risorse. Se prendiamo a riferimento gli anni tra il 2010 ed il 2019, si nota che il Tasso di Crescita Annuale Composto delle importazioni di vino era del 14%. Purtroppo, la pandemia ha avuto un forte impatto sull’economia globale, influenzando anche quella cinese, e creando disagi anche nel settore vinicolo, deludendo leggermente le aspettative. 
Stando ai dati relativi alle importazioni di vino ed alcolici nel 2020, sia il volume delle vendite, che il volume del vino importato in Cina sono diminuite del 30%. 

Dalla crisi nascono sempre nuove opportunità

Niente paura, a seguito di un anno pieno di difficoltà, il mercato del vino in Cina non si è lasciato intimorire da qualche percentuale al ribasso. Se un po’ si conosce il paese ed i cinesi, si è ben consapevoli di aver a che fare con una popolazione determinata, che non si dà facilmente per vinta. Difatti, questo forte temperamento si nota riflesso anche nella lingua. 

Il termine cinese per crisi 危机 (Wéijī), è composto da due parti, che trasudano in pieno della filosofia cinese. La parola crisi è formata da 危 (Wéi), pericolo, e 机 (Jī), opportunità. Dunque, riflette la filosofia che, impegnandosi e lavorando sodo, anche dai momenti di crisi possono arrivare nuove e migliori opportunità.

Ristabilire i livelli delle vendite di vino precedenti alla pandemia è diventato un obiettivo primario. Attraverso le più disparate azioni trasversali a livello locale e provinciale, grazie all’istituzione di nuove politiche, si sta cercando di incoraggiare i consumatori all’acquisto. Un esempio viene fornito dalla Shenzhen Liquor Association che ha messo a disposizione dei voucher per un valore di 50 milioni di RMB per i residenti della città, da spendere in vino e liquori all’interno del mercato locale.

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Chi sono i principali player nel mercato vino in Cina?

Da molto tempo il mercato del vino cinese d’importazione è governato da alcune potenze, che detengono l’egemonia del commercio. Francia, Australia, Cile, Italia e Spagna si sono affermate nella top five dei consumatori cinesi. Nel maggio 2020 l’Australia aveva confermato il suo primato come principale esportatore di vino in Cina, ma a causa dell’inasprirsi dei rapporti commerciali i vini australiani hanno risentito di un importante calo nei volumi delle importazioni ed aumento dei prezzi.

locandina pubblicitaria con bottiglia di vino rosso francese
Grazie soprattutto alla firma di trattati di libero scambio, i vini provenienti dal Cile sono rapidamente diventati popolari nel mercato del vino in Cina. Il Cile, infatti, è diventato il terzo esportatore di vino, riscuotendo un importante successo nella grande Terra di Mezzo. 

L’Italia è solo il quarto più grande produttore di vino importato in Cina. Fino all’anno scorso era il quinto, ma ha da poco superato la Spagna.

Nonostante la Cina importi principalmente vino rosso, da qualche anno si assiste a una progressiva diffusione delle bollicine. È un fenomeno che sta prendendo sempre più piede, influenzato in particolar modo dalle abitudini dei consumatori cinesi. Infatti, il Prosecco viene associato ad occasioni di festa ed eventi importanti e la maggior parte dei suoi consumatori è under 35. Sono proprio i Millennials e la Gen Z, soprattutto donne, a definire le sorti di questo pregiato prodotto italiano. 

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Non solo importazioni nel mercato del vino cinese

Oltre alla crescente domanda di importazione vinicola, la Cina sta incrementando la produzione del proprio vino. Secondo il rapporto dell’IWSR, il paese si colloca al quinto posto nella classifica dei paesi vitivinicoli. Attualmente, la Cina è il primo produttore mondiale di uva. 

Pechino ha già scommesso molto sul vino. La superficie vitata è già di 750.000 ettari, dislocati in varie aree del paese. In questo modo, si riescono a sfruttare in maniera bilanciata sia le differenti condizioni climatiche, sia quelle del territorio. La superficie agricola dedicata alla produzione di uva cresce di anno in anno, offrendo alla Cina l’opportunità di giocare un ruolo importante nel futuro del mondo del vino.  Si possono distinguere dieci differenti zone vitivinicole, collocate principalmente nelle aree soggette a clima monsonico e quelle continentali; dunque le zone dell’Est e del Nord del Paese.

La regione del Ningxia, situata nella Cina settentrionale, gode di un clima asciutto e presenta interessanti escursioni termiche giorno-notte. Il suo particolare microclima la rende la regione più idonea per la coltivazione della vite. Pertanto il governo locale sta investendo moltissime risorse economiche per aiutare le aziende vinicole a migliorare la qualità in tutti gli aspetti della filiera. 
All’interno del mercato del vino in Cina, nel panorama della produzione domestica di vino, si trovano alcuni grandi produttori oltre ad una grande quantità di medie e piccole aziende.

L’eccellenza del vino cinese approda anche sul mercato italiano. Nonostante la crisi pandemica globale ed un mercato HoReCa in grossa difficoltà su scala internazionale, approdano nel Bel Paese alcune etichette di Château Changyu Moser XV, prodotto dalla casa vinicola nata nella regione di Ningxia. Questa eccellenza del vino cinese è frutto della joint venture tra Château Changyu, l’azienda vitivinicola più antica in Cina fondata nel 1892, il diplomatico Zhang Bishi e l’enologo austriaco Lenz Maria Moser.

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