Co-branding in Cina: il caso di successo Lego x Nike

l co-branding, se ben progettato, non è una semplice sovrapposizione di loghi: è una strategia che permette a due identità di generare un linguaggio completamente nuovo. In Cina, dove i consumatori sono esposti a migliaia di stimoli al giorno e la fedeltà al brand si conquista attraverso l’esperienza più che attraverso la ripetizione, il co-branding è diventato uno degli strumenti più efficaci per penetrare il mercato, rafforzare la propria presenza o semplicemente restare rilevanti. 
 
Un esempio emblematico arriva dal mondo della moda e del lifestyle: nel 2026, LEGO e Nike hanno portato la loro partnership globale a un livello superiore, fondendo l’estetica costruttiva del mattoncino danese con l’energia performante della sneaker americana. Il risultato non è stato un prodotto, ma un’esperienza: una sneaker da indossare, un set da costruire e una storia da condividere sui social.
 
Con il termine co-branding si intende una strategia di cooperazione tra marchi, IP (Intellectual Property) e celebrità al fine di lanciare nuovi prodotti. Alla sua base, vi è l’idea che l’influenza delle parti coinvolte possa contribuire a rafforzare il valore commerciale di prodotti e brand. Con la profonda penetrazione di internet nella vita quotidiana dei consumatori, il co-branding è largamente utilizzato dalle aziende internazionali presenti in Cina, che hanno così registrato un incremento della propria exposure e rivitalizzato la loro immagine nel paese. 
 
Come menzionato, è possibile individuare diverse tipologie di co-branding: tra brand e celebrità, tra marchi e IP; tra due brand.

Co-branding tra brand e celebrità 

Sui social media cinesi è molto comune imbattersi in collaborazioni tra brand di moda, sport, lusso, F&B e personaggi di spicco per sfruttare la loro follower base e il potere di vendita delle celebrità.

In Cina, il mercato degli influencer è molto più strutturato rispetto a quello Occidentale e presenta una suddivisione: Key Opinion Leader (KOL), Key Opinion Consumers (KOC), ma anche professionisti di settore, come sommelier o designer per citarne alcuni, che utilizzano le loro conoscenze professionali per divulgare la cultura del loro settore di lavoro, come il vino o l’arredo. Grazie a questo tipo di collaborazione, le aziende possono ampliare la propria exposure sui social media, facendosi conoscere da utenti che senza la collaborazione potenzialmente non avrebbero raggiunto. Inoltre, guardando al live streaming eCommerce, le collaborazioni con KOL e KOC possono aumentare le vendite, soprattutto durante gli attesissimi shopping festival.

Co-branding di marchio e IP (Proprietà Intellettuale)

Se il co-branding con personalità popolari è una pratica già consolidata in Cina, le collaborazioni con Proprietà Intellettuali sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. IP di film, come Marvel, animazioni come Pokemon, culturali come la città proibita o il British Museum, giochi come King of Glory, League of Legends sono solo alcuni dei casi di più successo.

Questo genere di strategia permette di creare prodotti unici e in edizione limitata, che attirano immediatamente l’attenzione dei giovani consumatori. Molto spesso il co-branding con IP si unisce ad altre strategie di contenuto come il nostalgia marketing, che sfrutta cartoni storici o anche cibi tradizionali per fare leva sulle emozioni dei consumatori. Una ricerca di Mintel del 2021 ha scoperto che il 77% dei consumatori cinesi apprezza prodotti che suscitano ricordi del passato.

Co-branding di due marchi

Le collaborazioni tra brand di diversi settori generano grande entusiasmo tra i consumatori cinesi e permette ad entrambi i marchi di avvicinarsi a gruppi di potenziali clienti che potrebbero interessarsi ai prodotti dell’azienda. Proprio per questo è necessario che le due aziende collaboranti abbiamo buyer persona complementari, che possano integrarsi a vicenda. In caso contrario, difficilmente la collaborazione porterà ai risultati sperati, soprattutto nel lungo periodo. 

I vantaggi del co-branding in Cina

Il co-branding ha il potenziale per creare vantaggi reciproci a costi di marketing condivisi, purché sia garantito che tutte le parti della partnership contribuiscano con qualcosa per aggiungere valore, ad esempio fondi, conoscenza del mercato e/o copertura.

Fatto bene, tuttavia, i vantaggi del co-branding sono enormi. Portano la penetrazione reciproca in diversi settori e aumentano la consapevolezza, l’interazione sociale e le vendite. Che si tratti di nuovi prodotti, packaging, giochi, il co-branding può rivitalizzare completamente l’immagine di un marchio.

Una delle collaborazioni più riuscite è tra KFC x Karl Lagerfeld, che hanno lanciato borse in edizione limitata su Tmall, insieme a una divertente sfilata di moda. Lo slogan Keen Fun Chic ha suscitato una massiccia reazione tra i giovani consumatori cinesi.

In un’altra collaborazione creativa, il brand cosmetico OSM ha collaborato con Honor of Kings, famoso gioco di Tencent Games. Con una collezione di trucchi che rappresenta la personalità di ogni personaggio del gioco, ha sfruttato la popolarità dei giochi mobile per la Gen Z cinese. 

In generale, il co-branding è molto utile per espandere la propria base clienti, aumentare la consapevolezza e la fedeltà del brand. Grazie a sforzi congiunti, questa strategia permette di attingere a nuove nicchie di consumatori ed espandere la propria quota del mercato.
 
In alcuni casi, campagne di co-branding in Cina sono state utilizzate con successo per penetrare nel mercato o per consolidare la propria presenza, come nel caso di Lego x Nike. 

LEGO x Nike: quando il mattoncino incontra la sneaker

Nel 2026 la partnership globale multi-year tra LEGO e Nike è entrata nella sua fase più creativa, dimostrando come il co-branding tra due icone occidentali possa generare un linguaggio completamente nuovo nel settore Moda & Lifestyle. Il gruppo danese, simbolo universale del gioco creativo, e il colosso americano dell’athleisure hanno scelto di non limitarsi a un semplice logo su prodotto, ma di fondere due filosofie apparentemente distanti in un’unica narrazione: “Play is Serious Business” incontra “Just Do It”.

La collaborazione si è sviluppata attorno a un’idea potente e immediatamente riconoscibile: trasformare l’estetica dei mattoncini LEGO in un linguaggio fashion. A marzo 2026 è stato lanciato il Nike Air Max 95 Big Bubble, una sneaker che reinterpreta le forme iconiche del modello attraverso texture pixelate, colori vibranti e dettagli costruibili, accompagnata da un set LEGO da 1.213 mattoncini che permette ai fan di costruire la scarpa in scala.

Il prodotto non è solo un oggetto da indossare o collezionare: è un’esperienza che invita il consumatore a diventare co-creatore, passando dal guardare al costruire. L’entusiasmo ha spinto i due brand ad espandere rapidamente la gamma. A giugno 2026 la partnership ha debuttato nel mondo del calcio con la linea Nike Jr. Mercurial Vapor 16 Academy x LEGO, una scarpa da football per bambini che riprende texture pixelate, accenti colorati e tacchetti ispirati ai mattoncini, trasformando il campo da gioco in un campo da costruzione.

Il successo della partnership risiede nella sua capacità di costruire un ponte credibile tra due identità. LEGO porta con sé un’immagine di creatività senza età, qualità costruttiva e nostalgia collettiva. Nike rappresenta l’energia, la performance e lo streetwear globale. Insieme hanno creato una collezione che non vende semplicemente scarpe o mattoncini, ma vende un modo di essere: quello di chi non smette di giocare anche quando corre, e di chi corre anche quando gioca.
 
La campagna ha trovato terreno fertile anche in Cina, dove entrambi i brand godono di una presenza storica e consolidata. LEGO ha aperto il suo primo flagship store a Shanghai già nel 2016, costruendo nel tempo un legame profondo con le famiglie cinesi e la Gen Z attraverso esperienze immersive e attivazioni retail. Nike, dal canto suo, è da decenni sinonimo di cultura sportiva e lifestyle urbano nel paese. La combinazione delle due anime ha generato un interesse immediato tra i consumatori cinesi, abituati a cercare nei brand internazionali non solo qualità, ma anche storie da condividere sui social.
 
La lezione che emerge è chiara: il co-branding funziona quando il prodotto è pensato per essere vissuto su più dimensioni — fisica, digitale e creativa — e quando la collaborazione è limitata nel tempo, generando quel senso di esclusività che spinge il consumatore a partecipare attivamente alla narrazione. LEGO ha ottenuto una maggiore rilevanza nel mondo fashion e streetwear, mentre Nike ha rafforzato il proprio appeal familiare e giocoso, aprendosi a un pubblico più ampio senza perdere la propria identità performance-driven.

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