Cosmetici in Cina: sviluppo e regolamentazione

Federica Cuccoli

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Negli ultimi anni, l’attenzione per la cura della persona e la bellezza in Cina è cresciuta parecchio, complice anche l’impatto delle rigide misure contro il Covid-19. Infatti, il benessere olistico è una tendenza chiave, per cui la salute fisica è parte integrante della felicità personale e del benessere mentale. 

I consumatori cinesi vogliono prendersi cura sé stessi in ogni frangente, anche con prodotti cosmetici che permettono loro di migliorare il proprio aspetto e farli sentire meglio con sé stessi. Il mercato di consumo cinese dei prodotti cosmetici può essere segmentato in prodotti per la cura della pelle, per la cura dei capelli, per il make-up, per bambini, per la protezione solare, antietà, sportivi.

Inoltre, cresce sempre più l’interesse per i cosmeceutici, ossia prodotti che combinano caratteristiche cosmetiche e farmaceutiche, come creme schiarenti, lozioni per il trattamento di specifici problemi, come l’acne.

Le vendite di prodotti per la cura della pelle dermocosmetica sono aumentate del 19% nel 2021, con una crescita della domanda di soluzioni specifiche per la pelle sensibile. Nella cura della pelle rientra la protezione dal sole e dall’inquinamento, tematica particolarmente sentita dai consumatori cinesi, che non amano l’abbronzatura. 

Infatti, per gli standard cinesi di bellezza, l’abbronzatura è da evitare sia per ragioni estetiche sia per l’invecchiamento precoce della pelle. Di conseguenza, il settore delle protezioni solari trova favorevole riscontro tra i consumatori cinesi, mentre cosmetici abbronzanti non riscuotono alcun successo. Il mercato della cura dei capelli ha visto un aumento di interesse per prodotti relativi alla salute del cuoio capelluto e ai problemi di caduta dei capelli.

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Secondo il China’s National Bureau of Statistics, le vendite al dettaglio di prodotti cosmetici nel 2021 ha raggiunto i 402 miliardi RMB, con una crescita anno su anno del 14%. Secondo gli ultimi dati di Statista, nel 2021, la dimensione del mercato dei cosmetici in Cina ha raggiunto i 455,3 miliardi RMB, in aumento rispetto ai 395,8 miliardi RMB dell’anno precedente. Infatti, a seguito della pandemia, il mercato ha subito per la prima volta una notevole flessione, riprendendosi l’anno successivo; nel 2023 dovrebbe raggiungere i 516,9 miliardi RMB.

mercato cosmetici cina

Importazioni

I consumatori cinesi hanno un’elevata propensione all’acquisto di prodotti importati, perché considerati di alta qualità. Anche nel mercato cosmetico si osserva questa preferenza ed è soprattutto durante gli shopping festival che le vendite di cosmetici esteri cresce perché i consumatori possono acquistarli a prezzi più bassi.

Nel 2021, la Cina ha importato un totale di 161,3 miliardi di RMB (22,34 miliardi di Euro) di prodotti cosmetici, con un aumento del 23% rispetto all’anno precedente. Sebbene il mercato sia guidato da Giappone e Corea del Sud, seguiti da Francia e Stati Uniti, la maggior parte dei paesi dell’UE esporta attivamente varie categorie di cosmetici in Cina.

Regolamentazione del mercato

Sebbene la Cina rappresenti una grande opportunità per i brand italiani ed europei, l’esportazione verso il paese può risultare arduo poiché richiede una pianificazione accurata e un attento monitoraggio del contesto normativo in continua evoluzione. Infatti, i cosmetici sono tra i prodotti più regolamentati dalla Cina perché hanno impatto diretto sulla salute delle persone. Nel corso degli anni, la regolamentazione cinese del mercato cosmetico si è evoluta; il 2021 ha rappresentato un anno chiave per il settore cosmetico cinese che ha visto l’entrata in vigore di numerosi sviluppi normativi.

Tutti i cosmetici devono essere registrati e approvati con CFDA (China Food and Drug Administration) prima di essere immessi nel mercato cinese. L’intero processo di esportazione dei cosmetici dipende da un aspetto fondamentale: la classificazione in “cosmetici speciali” o “cosmetici generali“.

I primi includono sei categorie di prodotti cosmetici: tinture per capelli, prodotti per la permanente dei capelli, prodotti sbiancanti, filtri solari, prodotti anticaduta e cosmetici di nuova efficacia. I secondi includono tutti gli altri prodotti cosmetici che non rientrano nell’ambito dei “cosmetici speciali”. Prima della CSAR (China’s New Cosmetics Regulation), i cosmetici generici erano chiamati “cosmetici per usi non speciali”.

Con il CSAR, un nuovo quadro normativo è entrato in vigore, coprendo le aree relative alla classificazione dei cosmetici, alla notifica e registrazione dei prodotti, alla gestione dei nuovi ingredienti, alla valutazione dell’efficacia, della sicurezza, supervisione cosmetica online, sistemi di responsabilità e misure correttive.

Tutti i prodotti cosmetici e i nuovi ingredienti venduti in Cina dopo il 1° gennaio 2021 devono essere pienamente conformi alla CSAR, sebbene sia stato introdotto un periodo di transizione di cinque anni per i prodotti già registrati o notificati prima della data di attuazione.

La normativa relativa ai test sugli animali allenta progressivamente

La svolta più grande riguarda la normativa relativa ai test sugli animali. Per questioni di sicurezza, la Cina ha sempre avuto severi requisiti a riguardo, chiudendo le porte ai marchi cruelty-free.

Tuttavia, negli ultimi anni la situazione è progressivamente cambiata. Già dal 2014, nella Cina continentale è possibile produrre cosmetici per non uso speciale senza sperimentazione animale, a condizione che l’azienda fornisca rapporti di valutazione della sicurezza affidabili. Per i cosmetici importati, l’unico modo per prodotti cosmetici cruelty-free di superare la dogana era il l’eCommerce transfrontaliero (CBEC) su piattaforme di terze parti.

La situazione è cambiata sostanzialmente nel maggio 2021, quando sono entrate in vigore nuove disposizioni NMPA (National Medical Products Administration), che consentono a tutti i cosmetici di uso generale di essere esentate dall’obbligo di sperimentazione animale. Ciò vale se il prodotto non è rivolto a neonati e bambini, non contiene nuovi ingredienti cosmetici, il notificante/intermediario/produttore del prodotto non è elencato nel sistema di rating quantitativo stabilito da NMPA.

Tuttavia, va notato che l’esenzione dalla sperimentazione animale non è un processo automatico. Viene concesso solo quando il fabbricante presenta, durante il processo di notifica con NMPA, un certificato di buona pratica di fabbricazione (GMP) rilasciato da un’agenzia governativa ufficiale in cui ha sede il fabbricante; un rapporto di valutazione della sicurezza che confermi pienamente la sicurezza del prodotto.

Vendere cosmetici in Cina

Durante la pandemia i ricavi del mercato cosmetico sono stati ottenuti principalmente attraverso piattaforme online. Mentre le restrizioni limitavano gli accessi ai negozi fisici, i consumatori cinesi si sono rivolti all’eCommerce e alle piattaforme social cinesi per trovare consigli e concludere i propri acquisti.

cosmetici in cina

 

Millennial Generazione Z sono la forza trainante del mercato della bellezza e la maggior parte di loro si affida a KOL e KOC, alle recensioni degli utenti per decidere quali prodotti acquistare. Infatti, i giovani cinesi trascorrono molto tempo online a recensire prodotti ed esperienze. I social media sono sempre più influenti sugli acquisti, poiché hanno la capacità di creare vere e proprie community in cui gli utenti si scambiano consigli e suggerimenti. Tra i canali online, il live streaming rappresenta uno degli strumenti di vendita di cosmetici più popolari.

Anche tra le aziende il digital sta diventando un essenziale canale di vendita poichè offre vantaggi significativi, soprattutto attraverso canali transfrontalieri.

eCommerce trasfrontaliero

Con il commercio elettronico transfrontaliero (CBEC) i prodotti vengono spediti direttamente dai produttori/distributori esteri ai consumatori attraverso depositi doganali o un canale doganale pre-approvato. Le piattaforme transfrontaliere più importanti in Cina sono Tmall e JD.

Il più grande vantaggio del CBEC è che i prodotti sono classificati come beni personali, consentendo quindi ai commercianti stranieri di vendere direttamente ai clienti in Cina senza dover passare attraverso le procedure di notifica o registrazione del prodotto richieste per il commercio tradizionale. Ciò si traduce in requisiti meno severi in termini di etichettatura e confezionamento. Questo consente alle aziende di risparmiare tempo e denaro, di evitare alcuni requisiti specifici che potrebbero essere contrari ai valori o alle pratiche aziendali, come i test sugli animali. Inoltre, i prodotti venduti tramite CBEC godono anche di una politica fiscale agevolata rispetto al commercio tradizionale.

Allo stesso tempo, le autorità cinesi devono approvare le transazioni effettuate sulle piattaforme CBEC e, successivamente, trasmettere ulteriori informazioni come dati di transazione, dati di pagamento e dati logistici alla piattaforma ufficiale delle dogane cinesi. 

L’eCommerce transfrontaliero e la vendita al dettaglio online sono gli strumenti ideali per le aziende straniere che vogliono espandersi nel mercato cinese senza avviare processo di registrazione. Inoltre, può rivelarsi molto utile per testare i prodotti sul mercato e verificarne la vendibilità in Cina.

Phygital

È innegabile che l’ascesa dell’eCommerce e dei social media abbiamo avuto un’impatto determinante nello sviluppo del mercato. Tuttavia gli strumenti digitali non stanno sostituendo quelli fisici, anzi li stanno potenziando.

Infatti, gli spazi di vendita offline sono determinanti per creare esperienze di acquisto uniche. Nuovi negozi specializzati in bellezza stanno spopolando. Oltre ad offrire un’ampia gamma di brand, le loro strategie di vendita sfruttano attivamente i social media per generare passaparola. Allo stesso modo, molti marchi stanno collaborando con piattaforme di eCommerce per lanciare prodotti online esclusivi. 

L’eCommerce rimarrà il principale canale di vendita al dettaglio e motore di crescita del mercato della bellezza cinese e il settore integrerà sempre più rapidamente la trasformazione omnicanale.

Le piattaforme digitali cinesi sono i principali canali con cui un brand può entrare in contatto con nuovi consumatori e condurli in un’esperienza unica. Una solida presenza online multicanale consente ai brand di veicolare la propria identità e i valori fondanti dell’azienda, coinvolgendo le persone in una comunicazione informativa e interattiva.

Value China è agenzia di consulenza, marketing, comunicazione e digital transformation per la Cina.

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