L’impatto del coronavirus sull’export in Cina del Made in Italy

Lucia Gentili

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L’impatto del coronavirus sull’export in Cina del Made in Italy

Gli effetti pratici e psicologici dell’epidemia da Coronavirus sono sempre più forti sia nella quotidianità che nel business. Questa situazione tende a terrorizzare le aziende del Made in Italy che contavano molto sul mercato cinese ed internazionale. Fortunatamente la situazione non rimarrà in questa situazione di stallo per sempre. Quindi è fondamentale farsi trovare preparati e partire avvantaggiati rispetto alla concorrenza quanto il sistema economico ripartirà. Proprio per questo non bisogna farsi prendere dal panico e valutare attentamente la situazione basandosi sui dati. Come la cultura cinese insegna è importante imparare dalla saggezza degli antenati e dal passato per saper prevedere e sviluppare strategie vincenti per il futuro.

In quest’ultimo periodo dell’epidemia anche la situazione italiana sta accusando un duro colpo. La situazione è molto instabile, le possibilità economiche sono congelate o in calo. Quindi è ancora più importante rimanere concentrati e capire su quali realtà investire. Per questo condividiamo con voi una riflessione sugli eventi accaduti nel 2003 in occasione dell’epidemia della SARS per poi capire come è possibile fortificare il proprio business.

Non farsi prendere dal panico

Il coronavirus non bloccherà l’export per la Cina del Made in Italy

La situazione sicuramente non è stabile e le previsioni che si possono fare non sono precise sugli andamenti degli eventi. Una cosa certa è che si può prevedere quale sarà l’andamento generale osservando come la Cina a reagito a situazioni simili in passato, come l’epidemia di SARS.

Nel 2003 dopo la SARS l’andamento economico è tornato in crescita e ha superato i livelli di mercato dell’anno precedente solo dopo 6 mesi (dati dell’IATA). Se si osservano i dati della contribuzione alla crescita economica prima e dopo la SARS, si osserva che nel 2002 la Cina influiva solo per il 4% alla crescita economica mondiale, mentre nel 2018 influiva del 16%.

export Cina Made in Italy

Il sistema economico cinese nel 2003, in occasione dell’epidemia della SARS, in soli 3 mesi ha recuperato gli standard economici e in meno di un anno tutti i sistemi economici e finanziari si sono completamente stabilizzati ed hanno ripreso a crescere in modo più forte di prima.

Prima dell’epidemia del COVID-19, la Cina partiva da una situazione economica molto diversa e molto più sviluppata, questo ci fa pensare che la risoluzione e la ripresa economica saranno ancora più forti e veloci rispetto al 2003.

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Il Coronavirus fotifica la rete per l’export in Cina del Made in Italy

Questa situazione può rivelarsi un’ottima occasione per fortificare la propria rete nel mercato cinese, ossia accrescere il proprio guāngxi 光系 (legame). Soprattutto per quello che riguarda le aziende che esportano con un sistema di B2B.

Quante volte ti è capitato che la controparte cinese ti abbia inviato foto di amici o familiari su WeChat? Questa situazione ti ha spesso lasciato perplesso, ma in realtà significa che c’è il desiderio di fortificare la propria relazione commerciale. In Cina non si fanno semplici trattative ma si costruiscono relazioni.

Quindi questa situazione può essere un ottimo momento per dimostrare la tua vicinanza e sensibilità verso la tua controparte cinese.

Cosa significa nella pratica? A volte un semplice messaggio su WeChat, oppure l’invio di un biglietto o un piccolo pensiero per l’occasione.

Questo piccolo gesto conterà molto più di qualunque altra fiera di settore. Il motivo è molto semplice, perché si aumenta la fiducia reciproca. La controparte cinese saprà che il tuo interesse è superiore ai semplici affari. Quindi per qualunque trattativa futura la collaborazione e la disponibilità sarà massima, se non potrà concludersi direttamente sicuramente ti introdurrà a qualcun altro all’interno della sua rete di conoscenze. Questo significa che la tua rete si amplierà di due o tre volte solo grazie ad un piccolo gesto di attenzione e sensibilità.

export Cina Made in Italy

La crescita dell’online nell’export in Cina del Made in Italy

Come dimostrato dagli eventi di questo ultimo mese il mondo online è cresciuto incredibilmente. Come le nuove app e i servizi che prima erano solo offline ora sono anche online. Basta pensare ai servizi implementati da Tencent per i servizi scolastici dello Hubei, oppure delle mini app per sbrigare le pratiche amministrative comunali.

In questo ultimo mese le piattaforme per la vendita online, come JD.com, Tmall, TaoBao, Kaola, ecc. hanno registrato un grande incremento di ordini. Più questo periodo di difficoltà sarà prolungato più inciderà su tutte le abitudini di consumo. Si può pensare a quanto accaduto nel 2003 con l’epidemia della SARS. All’epoca nessuno credeva nell’e-commerce, però alcune aziende come Alibaba e JD.com, vista la situazione difficile hanno sviluppato questo nuovo canale di vendita.

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Quindi l’economia ed il commercio non si sono mai fermati allo stesso modo l’e-commerce ha subito una crescita esponenziale pazzesca. Sicuramente questa situazione di quarantena forzata e prolungata porterà ancora di più a sviluppare il commercio elettronico. Per questo pensare ad un piano di sviluppo in questo periodo è un importante investimento strategico per le aziende che vogliono esportare in Cina i loro prodotti Made in Italy. Osservando quando accaduta dal 2003 al 2018 i dati sui tassi di crescita e ritorno dell’investimento sono molto positivi.

export Cina Made in Italy

Percorrere nuove strade e stare un passo avanti alla concorrenza

Le parole d’ordine per il futuro del marketing in Cina sono “esperienzialità” e “coinvolgimento”. Prendersi questo periodo di relativo stallo per sviluppare la propria strategia partendo da questi concetti potrebbe veramente farti fare la differenza sulla concorrenza nei prossimi mesi.

Quali possibilità possono essere sviluppate per portare esperienzialità all’audience?

Le soluzioni vanno studiate in base al budget a disposizione e possono essere molto diverse. Si può sviluppare un mini program aziendale interattivo, un mini game per far scoprire il tuo brand ed i suoi valori. Oppure come il caso dell’azienda di prodotti di bellezza Jumping Lab si può aprire uno shop esperienziale. Si tratta di un punto di contatto offline con il pubblico senza scopo di vendita dove si fa vivere il proprio brand e prodotto al proprio audience. Nel caso dell’azienda Jumping Lab i consumatori possono ricevere consulenze di bellezza gratis, provare i prodotti e tocca quindi con mano la loro qualità, e vivere a pieno il brand in modo da affezionarsi sempre di più ad esso.

Quali sono, invece, le possibilità per sviluppare il coinvolgimento dell’audience?

Alcune delle strategie di maggior successo riguardano il coinvolgimento di KOL o KOC. Per KOL si intendono i Key Opinion Leader mentre per KOC si intendono i Key Opinion Consumer. Quali sono le differenze fra queste due figure? Il primo gruppo sono intesi come influencer nello specifico significato del termine, mentre i secondi sono consumatori che hanno conquistato una posizione di autorevolezza fra gli altri utenti.

Questi influencer hanno uno stretto rapporto emotivo con il loro pubblico per questo riescono a coinvolgere maggiormente il pubblico e quindi avere una maggiore interazione.

Un altro mezzo da tenere sotto controllo è quello dei video in diretta perché creano una maggiore interazione e partecipazione del pubblico. Sono particolarmente apprezzati dal pubblico perché si sento più vicini all’azienda o al brand. Fra le varie possibilità da inserire in una strategia di comunicazione ci sono i live streaming all’interno dei mini program di WeChat. Questo tipo di contenuto ha raggiunto milioni di visualizzazioni già dai primi casi di utilizzo.

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