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Dazi USA: Italia tra nuove e vecchie alleanze

Washington programma di imporre nuovi dazi su prodotti europei. Intanto l’Italia è divisa tra vecchie allenze e nuove cooperazioni dall’Asia.

Da giorni, ormai, si parla di nuovi, forti dazi che il governo USA intende applicare a vari prodotti d’esportazione europei, in campo tecnologico e alimentare.

Parmigiano, vino, liquori: non ci vuole molto a capire quanto il Made in Italy potrebbe risentire di queste misure, visto il peso che ha l’export per il Bel paese.

E’ una questione molto delicata e complessa, che occorre cercare di capire nei suoi punti salienti e, soprattutto, da cui bisogna valutare bene quale atteggiamento potrà assumere l’Italia.

Fonte: TgCom24

Prodotti colpiti ed effetti conseguenti

I dazi dovrebbero partire dal 15-18 ottobre e, oltre ad una serie di prodotti tecnologici del settore aeronautico di Germania, Francia, Regno Unito e Spagna, interesseranno, soprattutto, molti prodotti agro-alimentari italiani.

Tra i principali prodotti colpiti figura il Parmigiano Reggiano, di cui gli Stati Uniti sono il secondo mercato estero dopo la Francia.

Per il noto prodotto caseario, si stimano dazi rialzati dal 20% fino al 25% – 30%, con conseguente aumento del prezzo delle forme da 30-35$ al kg fino a quasi 50-60$ al kg, il che renderebbe il prezzo del Parmigiano nettamente fuori mercato per i consumatori americani.

Tra gli altri prodotti colpiti si contano olio, prosciutto, salame, sempre con dazi applicati al 25% / 30%.

Fonte: Emilia Food Live

Le ragioni dei dazi

All’origine di queste misure, che avranno un peso drammatico per l’export italiano negli USA, ci sono ragioni politico-economiche che, sorprendentemente, non riguardano direttamente l’Italia.

I dazi, infatti, sono stati autorizzati dal WTO in risposta a fondi forniti da paesi come Regno Unito, Francia e Germania ad Airbus, azienda costruttrice di aerei olandese che è principale competitor di Boeing, operante nello stesso settore ma da parte americana.

Questa disputa, cominciata addirittura nel 2004, ha perciò spinto la WTO a valutare delle contromisure, risultate in dazi apportati a merci provenienti dall’UE per 7,5 miliardi $ l’anno (6,8 miliardi €).

Nel 2016, poiché la WTO aveva stabilito che ci fossero “sussidi impropri” stanziati dall’UE a vantaggio di Airbus, Trump aveva avanzato la possibilità di imporre dazi all’UE addirittura per 11 miliardi $ l’anno.

Fonte: Starting Finance

USA: effetto boomerang?

Si può, dunque, comprendere bene la causa scatenante di queste pesanti misure USA nei confronti dei paesi UE e, soprattutto, dell’Italia e dei suoi principali prodotti agro-alimentari.

Tuttavia, a fronte di una decisione tanto forte da parte americana, bisogna anche cercare di valutare gli effetti che questa manovra potrebbe comportare per l’Italia, non tanto a livello economico, quanto geo-politico.

Il recente accordo Italia-Cina, rientrante nel progetto cinese della “Nuova Via della Seta“, è un ulteriore elemento indicativo di questa vicenda.

Certamente, questo atteggiamento “filo-cinese” mostrato dall’Italia non ha fatto molto piacere agli Stati Uniti, sempre pronti a richiamare il governo italiano alla sua storica fedeltà atlantica.

D’altra parte, però, l’Italia non può che riconoscere l’ascesa sempre maggiore della Cina, ormai prossima a diventare (se non lo è già) paese leader del palcoscenico politico-economico mondiale.

Fonte: Repubblica

Italia: possibile ago della bilancia

In questo senso, allora, i dazi USA, per quanto pesanti per l’export italiano, rischiano di rivelare un “effetto boomerang“: più gli Stati Uniti attueranno misure per richiamare l’Italia ad una posizione filo-USA, tanto più la visione filo-cinese del Bel paese andrà in crescendo.

In particolare, il succedersi di quelli che sembrano episodi di una saga senza fine aprono ad una visione alquanto affascinante.

Tanto ammirata quanto contesa, l’Italia, con il fascino che da sempre e per varie ragioni riesce a suscitare, ha un’inaspettata opportunità: porsi come ago della bilancia del gioco di potere tra le due maggiori forze mondiali, USA e Cina.

Saranno, allora, davvero delicate e decisive le mosse del governo italiano rispetto a queste vicende: gli occhi del mondo guardano a est e a ovest, ma con la coda tengono d’occhio lo stivale.

Se vuoi restare aggiornato sui rapporti politico-economici Italia-Cina, segui e contatta Value China!

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