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“One Belt One Road”: l’Italia potrebbe decidere di aprire fino a quattro porti

Meno uno

Manca appena un giorno all’arrivo del primo ministro cinese Xi Jinping a Roma, e il premier italiano Giuseppe Conte rimane chiaramente favorevole al progetto di cooperazione con il gigante asiatico.

C’è comunque fermento nel governo italiano, dato il disappunto espresso da alcune nazioni europee e Stati Uniti.

I quattro porti italiani

Il primo ministro italiano vorrebbe concordare una cooperazione che includa i porti di Genova (principale porto marittimo italiano), Palermo (dove è anche stata pianificata una visita del leader cinese), Trieste e Ravenna, snodi fondamentali per l’economia italiana.

Benché la Cina non si sia ancora espressa in via ufficiale, pare che il governo italiano abbia approvato un piano di intesa tra le autorità portuarie di Genova e l’azienda di spedizioni cinese CCCC (China Communications Construction Company).

Un’opportunità imperdibile per l’Italia

Conte assicura che la sicurezza nazionale sarà salvaguardata in seguito all’accordo.

“La collaborazione con la Cina apre grandi opportunità per il sistema italiano, snodo storico dell’antica Via della Setaafferma il primo ministro.

I nostri porti – penso in particolare a quelli di Genova e Trieste – possono diventare le destinazioni per la Nuova Via della Seta.

L’Italia crede fortemente nel progetto

Non tutti concordano con questa decisione del governo italiano: infatti EU, Stati Uniti e alcuni membri dello stesso governo ritengono questa strategia un “Cavallo di Troia” messo in atto dalla Cina.

Conte ribatte affermando che il suo Governo non ignorerà le linee guida europee ed i principi sulla trasparenza commerciale e che l’accordo “One Belt and Road” non metterà in pericolo la nostra alleanza euro-Atlantica.

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