Sentenza esemplare: Dunhill vince la battaglia sui diritti di proprietà intellettuale in Cina

Giulia Falcini

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La lotta contro questo tipo di casi può essere lunga e difficile in Cina, ma mercoledì, il marchio Alfred Dunhill ha ottenuto un’importante vittoria, vedendosi riconoscere un risarcimento di circa 10 milioni di yuan.

Il fenomeno dell’imitazione non è un avvenimento raro in Cina, dove a volte capita che i marchi e i loghi internazionali vengano “coraggiosamente” copiati e addirittura trasformati in aziende nazionali.

 

È recente la notizia secondo cui Alfred Dunhill avrebbe intentato una causa per violazione del suo brand contro la società di abbigliamento cinese Danhuoli. Stando a quanto riportato, l’azienda d’oltre Muraglia avrebbe utilizzato l’imitazione del marchio britannico Dunhill ottenendo un profitto di circa 15 milioni di dollari annui: un successo dunque ancora maggiore rispetto a quello riscosso dal brand originale.

 

Danhuoli ha utilizzato per anni un logo molto simile a quello londinese, con lettere allungate e stilizzate; la società cinese non sembra essersi risparmiata neanche nel riprodurre l’accostamento dei colori bianco e nero.

La proprietà intellettuale è sempre più tutelata in Cina

Il nome dell’imprenditore inglese non è nuovo al continente asiatico. In effetti, egli era già riuscito a far chiudere una società fittizia creata ad Hong Kong sempre da “Danhuoli Group”, ma non era riuscito ad impedire al marchio di continuare a commerciare nel continente. Pare infatti che l’azienda contasse oltre 200 franchising in 61 città della Cina, con un fatturato annuo di 100 milioni di yuan.

Mercoledì scorso il Tribunale della città di Foshan (nella provincia del Guangdong) ha dichiarato la società cinese Danhuoli colpevole di contraffazione e concorrenza sleale, riconoscendo all’azienda britannica un risarcimento di 1,47 milioni di dollari. La decisione è stata accolta con entusiasmo dall’imprenditore londinese: una vittoria storica per un marchio internazionale in Cina, che mostra i progressi del Paese del Dragone sulla protezione della proprietà intellettuale.

Luke Minford, CEO di Rouse, una società internazionale di consulenza sulla proprietà intellettuale, ha dichiarato: “Finalmente la Cina ha protetto seriamente i marchi stranieri”. La contraffazione in Cina è un fenomeno tutt’altro che singolare e spesso anche i maggiori marchi internazionali si trovano inermi di fronte a queste violazioni. La vittoria di Dunhill dunque è un altro importante traguardo nella lotta della Cina per i diritti della proprietà intellettuale, la dimostrazione che il Paese del Dragone è come più consapevole di come queste violazioni non possano essere ignorate.

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